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Il "Vigneto Piemonte" si estende per circa 60 mila ettari e produce mediamente
3,5 milioni di quintali di uva, che viene per la quasi totalità destinata alla
produzione vinicola. In questo modo si ottengono dai 2,7 ai 3 milioni di
ettolitri di vino, che le basse rese, le straordinarie condizioni pedologiche e
climatiche delle colline piemontesi, la capacità e la professionalità
dei vignaioli e dei maestri cantinieri rendono pregevole e famoso in tutto il mondo.
La dicitura V.Q.P.R.D. indica, nella terminologia adottata dalle normative dell'Unione
Europea, i Vini di qualità prodotti in regioni determinate; in Italia, questi vini
vengono contraddistinti dagli acronimi D.O.C. (denominazione di origine controllata) e
D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e garantita).
Con l'introduzione dei marchi D.O.C. Piemonte, Langhe, Monferrato e Colline Novaresi,
il Piemonte ha confermato la sua scelta di una strategia che punta sulla qualità
piuttosto che sulla quantità, e per questo ha rinunciato alle numerosissime
denominazioni geografiche che affollavano il panorama enologico regionale e ha consentito
soltanto ai vini conformi alle disposizioni disciplinari di ottenere il marchio D.O.C.
Al posto del tradizionale metodo di assegnazione dei nomi dei vini di qualità,
che si basava essenzialmente sul nome del vitigno, si è affermata una nuova regola:
si tiene in primo luogo conto del territorio, che costituisce il riferimento primario
nell'assegnazione del nome, e soltanto dopo si richiama il vitigno specifico. Così
la denominzione D.O.C. Piemonte comprende le tipologie "Piemonte Brachetto",
"Piemonte Barbera", "Piemonte Cortese" ... e così via.
La vitivinicoltura rappresenta circa l'8% del prodotto lordo vendibile piemontese; tuttavia la
peculiarità dei vini, il livello di partecipazione degli operatori, la funzione di
"traino" rispetto ad altri prodotti di qualità della regione ne fanno la "punta di
diamante" nell'interscambio commerciale con l'estero, conferendole grande dignità
nell'ambito della politica regionale di gestione agricola.
Le aree produttive sono le Langhe, il Roero, il Monferrato (che spazia dai territori
astigiani fino ad Aqui Terme e a Casale), le colline di Torino, le colline del Canavese
e del Vercellese. Qui la vite ed il vino hanno ruolo da protagonista anche in quella
strategia di valorizzazione complessiva del territorio verso cui vengono attualmente
convogliate energie e risorse. E' questa la ragione per cui diventa sempre più
importante far conoscere al consumatore questo patrimonio economico e culturale, che il
Piemonte racchiude tra le sue colline.
Testo: preso da www.piemonte.net; ammettiamo che non è completo, ma si cerca un volontario per completarlo... magari il proprietario di un'enoteca che lo faccia in cambio di pubblicità? contattate chef@piemonte.net se interessati.
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